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(…)      … feci alcuni incontri straordinari,   specialmente a  Parigi,  ma gran parte del tempo la passai da solo, talvolta troppo solo, solo al punto di sentirmi delle voci nella testa.
Dio solo sa cosa pensare adesso di quel ragazzo di diciotto anni.
Mi rivedo come un enigma, teatro di inesplicabili tumulti, una specie di creatura senza peso, dagli occhi selvatici, forse un pò pazzoide, preda di disperati desideri, dietrofront repentini, deliri e pensieri alati.
Se qualcuno mi prendeva per il verso giusto,  potevo mostrarmi aperto,  affascinante,  positivamente socievole.
Altrimenti  ero umbratile,   taciturno,   quasi assente.
Credevo in me, e nel contempo non avevo fiducia in me.
Ero sfrontato e timido, disinvolto e goffo , determinato e impulsivo: un monumento mobile e parlante allo spirito di contraddizione.          La mia vita era appena cominciata …   (…)

Paul Auster

 
 

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